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IL RINNOVAMENTO NIPPONICO All'uscita del secondo conflitto mondiale, il Giappone era prostrato e la sua industria aeronautica annientata. Dopo qualche tentativo di ripresa, più o meno riuscito, il Giappone costruì alla fine degli anni 60 il suo primo velivolo supersonico, il Mitsubishi T2. Propulso da due turbogetti Adour Mk 801A costruiti su licenza dalla Ishikawajima-Harima, fece il suo primo volo il 20 luglio 1971. Complessivamente furono prodotti 92 T2 da addestramento avanzato e 74 esemplari della versione derivata F1 da attacco ala suolo. Non è dunque così sorprendente il fatto che l'istituto di ricerca e sviluppo tecnologico (TRDI) del Ministero della Difesa giapponese abbia deciso di utilizzare questa macchina come dimostratore tecnologico. UNA SOLUZIONE PER IL FUTURO Fu dunque scelto il T2 con matricola 29-5103 per essere sottoposto ad una serie di sperimentazioni del principio CCV (Controlled Configured Vehicle). Sull'aereo è stato montato un impennaggio canard all'altezza delle prese d'aria dei motori, poi delle superfici mobili verticali sotto la fusoliera. In questa nuova configurazione il T2 fece il primo volo il 9 agosto 1983 e venne consegnato all'Aeronautica militare il 26 marzo 1984. Queste modifiche gli consentono di effettuare virate sul piano orizzontale senza modificare l'assetto, e di variare l'incidenza senza cambiare la quota. In sostanza, con un aereo CCV si può agire su un asse indipendentemente dagli altri. Le prove si sono fermate nel 1985, ma non c'è dubbio che la tecnologia così sperimentata sul T2 CCV si ritroverà sui caccia della prossima generazione. PRINCIPALI PAESI UTILIZZATORI Giappone
CARATTERISTICHE | Tipo | Dimostratore tecnologico | Motore
| 2 turbogetti Ishikawajima-Harima TF40-IHI-801 da 2275kg di spinta ciascuna
| Prestazioni
| velocità massima:1204Km/h | Dimensioni
| apertura alare: 7,88m lunghezza:17,85m altezza: 4,39m
| Pesi
| massimo al decollo: 12800Kg | |