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 DESTINATO ALL'AVIAZIONE Nato il 29 dicembre 1879 in una ricca famiglia del Wisconsin che aveva una notevole influenza politica, William Mitchell intraprese presto la carriera militare e entrò nel Signal Corps (equivalente al nostro Genio Trasmissioni) nel 1898, all'epoca della guerra tra Stati Uniti e Cuba. Presto diventato sottotenente, prestò servizio anche oltremare, in particolare nelle Filippine - ove servì agli ordini del generale MacArthur durante la rivolta del 1899 - e in Alaska, dove fu impegnato nella posa della linea telegrafica che collega la regione con gli Stati Uniti. PENSATORE ANTICONFORMISTA Nel frattempo si era interessato ai problemi dell'aviazione, si brevettò pilota civile e ottenne quindi il brevetto militare nel settembre 1917, poco dopo il suo trasferimento in Francia. Promosso comandante dell'Aviazione americana in zona di guerra e poi di quella della la Armata, Mitchell - con il rango di Generale di brigata - cominciò a divulgare, al ritorno negli Stati Uniti, le teorie che aveva sviluppato durante i combattimenti in Francia: tra queste, la vulnerabilità delle unità navali all'offesa aerea, dimostrata con l'affondamento di una corazzata tedesca di preda bellica nel corso di un'esercitazione del 1921. UN PROCESSO CLAMOROSO Profondamente convinto dell'importanza dell'Aviazione per la difesa degli Stati Uniti, Mitchell - per la novità delle idee che propugnava - si attirò l'ostilità di gran parte della classe politica americana e della quasi totalità delle Forze armate. Retrocesso al grado di colonnello e portato in corte marziale, al termine di un processo diventato celebre, fu condannato a cinque anni di sospensione dal grado. Dimissionario nel febbraio 1926, William Mitchell continuò a battersi per la propria idea, fino alla morte sopravvenuta il 20 febbraio 1936. Tuttavia, la guerra dimostrò la validità delle sue teorie e, nel 1948, egli fu riabilitato e al figlio venne consegnata dal Capo di stato maggiore dell'USAF la medaglia d'onore del Congresso. |