Introduzione

Il Sukhoi Su-35S esegue la manovra del “Cobra di Pugačëv”, una dimostrazione delle capacità di supermanovrabilità rese possibili dalla spinta vettoriale dei suoi motori AL-41F1S.
Il Sukhoi Su-35S rappresenta la più profonda evoluzione entrata in produzione della famiglia nata dal Su-27 Flanker. Mantiene l’impostazione generale del grande bimotore sovietico, ma introduce una cellula rivista, comandi di volo digitali, motori con spinta vettoriale, sensori più moderni e una capacità multiruolo molto più ampia.
Non è un caccia stealth e non appartiene alla quinta generazione. Rimane però uno degli aerei da combattimento non furtivi più avanzati sviluppati in Russia: una piattaforma progettata per combinare autonomia, carico bellico, prestazioni ad alta quota e manovrabilità estrema.
Scheda rapida
| Caratteristica | Dato |
|---|---|
| Paese d’origine | Russia |
| Costruttore | Sukhoi / United Aircraft Corporation |
| Primo volo del Su-35 moderno | 19 febbraio 2008 |
| Entrata in servizio | 2014 |
| Equipaggio | 1 pilota |
| Ruolo | Caccia multiruolo e da superiorità aerea |
| Motori | 2 turbofan 117S, noti anche come AL-41F1S |
| Designazione NATO | Flanker-E |
| Generazione | Comunemente classificato come 4++ |
Il primo esemplare della configurazione moderna volò il 19 febbraio 2008 con il collaudatore Sergej Bogdan. La denominazione Su-35 era già stata utilizzata negli anni Novanta per una precedente evoluzione del Su-27, ma il Su-35S attuale appartiene a un programma successivo e profondamente rielaborato.
Dalle origini del Su-27 al nuovo Su-35
La storia del Su-35 non può essere separata da quella del Sukhoi Su-27. Il Flanker era stato concepito durante la Guerra Fredda come caccia pesante da superiorità aerea, capace di operare su grandi distanze e di affrontare velivoli occidentali come l’F-15 Eagle.
Negli anni Ottanta l’ufficio di progettazione Sukhoi iniziò a lavorare a una variante più versatile, inizialmente nota come Su-27M. Quella prima evoluzione introduceva nuovi sensori, capacità aria-superficie e modifiche aerodinamiche, comprese le alette canard. Dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la denominazione Su-35 fu utilizzata anche per promuovere il velivolo sui mercati internazionali, ma il programma non raggiunse una produzione significativa.
Il progetto venne ripreso nei primi anni Duemila con un’impostazione differente. Sukhoi puntò a realizzare un Flanker profondamente modernizzato, capace di svolgere il ruolo di soluzione intermedia in attesa della maturazione del programma PAK FA, poi divenuto Su-57. La nuova configurazione eliminava i canard, adottava motori più potenti con ugelli orientabili e introduceva una nuova architettura avionica.
La lettera “S” identifica la versione destinata alle forze armate russe. In questo senso, Su-35 e Su-35S vengono spesso usati come sinonimi, ma il secondo nome indica più precisamente la variante operativa di serie.
Filosofia progettuale
Il Su-35S non nasce dall’intenzione di sostituire completamente il Su-27 con un aereo nuovo. L’obiettivo era sfruttare una piattaforma aerodinamicamente valida, aggiornandola nei settori nei quali il divario tecnologico con i caccia occidentali si era fatto più evidente.
La filosofia del progetto privilegia cinque elementi:
- grande autonomia senza serbatoi esterni;
- elevata capacità di carico;
- ottime prestazioni in quota e in velocità;
- manovrabilità ad alti angoli d’attacco;
- capacità di svolgere missioni aria-aria e aria-superficie.
A differenza dei caccia stealth, il Su-35S non affida la propria sopravvivenza alla bassa osservabilità. Punta invece sulla combinazione tra sensori, guerra elettronica, energia di volo, armamento a lungo raggio e libertà di manovra.
Perché viene definito un caccia “4++”?
La classificazione 4++ non deriva da uno standard internazionale universalmente accettato. È soprattutto una definizione utilizzata dall’industria russa per indicare un caccia di quarta generazione dotato di alcune capacità vicine a quelle associate alla generazione successiva.
Nel caso del Su-35S, la definizione richiama:
- comandi di volo digitali;
- cockpit moderno;
- sensori multimodali;
- capacità di fusione e gestione dei dati;
- guerra elettronica integrata;
- spinta vettoriale;
- impiego di armamenti guidati a lungo raggio.
Mancano tuttavia gli elementi che caratterizzano pienamente i caccia di quinta generazione, in particolare una cellula progettata fin dall’origine per ridurre drasticamente la firma radar e vani interni per l’armamento. La stessa definizione “4++” va quindi letta come una categoria industriale e descrittiva, non come una certificazione tecnica indipendente. Rostec presenta ufficialmente il Su-35S come un velivolo appartenente a questa fascia intermedia.
Scheda tecnica del Sukhoi Su-35S
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Lunghezza | 21,9 m |
| Apertura alare | 14,7 m |
| Altezza | 5,9 m |
| Peso normale al decollo | 25.300 kg |
| Peso massimo al decollo | 34.500 kg |
| Carburante interno massimo | 11.300 kg |
| Carico bellico massimo dichiarato | 8.000 kg |
| Punti d’attacco | 12 |
| Velocità massima in quota | circa 2.400 km/h |
| Velocità massima a bassa quota | circa 1.400 km/h |
| Tangenza pratica | circa 18.000 m |
| Autonomia di trasferimento interna | fino a circa 3.600 km |
| Equipaggio | 1 |
I valori riportati provengono principalmente dalla scheda ufficiale di United Aircraft Corporation. Come per ogni aereo militare, autonomia e raggio operativo dipendono fortemente da profilo di missione, quota, carico, uso del postbruciatore e presenza di riserve di carburante. Per questo è preferibile evitare di trasformare un singolo valore in una misura assoluta delle capacità operative.
Prestazioni e autonomia
Le grandi dimensioni del Flanker permettono al Su-35S di trasportare una quantità considerevole di carburante internamente. UAC indica una riserva massima interna di 11.300 chilogrammi, caratteristica che consente missioni di lunga durata senza occupare necessariamente i piloni con serbatoi supplementari.
La velocità massima dichiarata supera Mach 2 in quota. Il dato è importante, ma nel combattimento moderno conta soprattutto la capacità di mantenere energia, accelerare, operare a quote elevate e raggiungere rapidamente una posizione favorevole. Velocità massima e manovre spettacolari, da sole, non determinano l’esito di un combattimento.
Il Su-35S può inoltre essere rifornito in volo. La combinazione tra carburante interno, rifornimento e carico bellico ne fa una piattaforma adatta a pattugliamenti aerei prolungati, scorta, intercettazione e missioni d’attacco su distanze considerevoli.
Motori AL-41F1S e spinta vettoriale
Il Su-35S utilizza due turbofan 117S, comunemente indicati come AL-41F1S. Secondo UAC, ciascun motore sviluppa circa 8.800 kgf di spinta a secco e fino a 14.500 kgf nella modalità massima con postbruciatore.
Gli ugelli possono orientare il getto, contribuendo al controllo del velivolo anche in condizioni nelle quali le normali superfici aerodinamiche diventano meno efficaci. Il sistema lavora insieme ai comandi fly-by-wire e consente al Su-35S di eseguire manovre ad alto angolo d’attacco e movimenti post-stallo difficilmente riproducibili da molti caccia privi di spinta vettoriale.
Cos’è la spinta vettoriale?
In un motore tradizionale, il getto viene espulso lungo un asse sostanzialmente fisso. Con la spinta vettoriale, l’ugello può deviare il flusso e generare un momento che contribuisce a modificare l’assetto dell’aereo.
Il vantaggio più evidente compare alle basse velocità e ad alti angoli d’attacco. Ciò non significa però che un caccia con spinta vettoriale vinca automaticamente un combattimento ravvicinato: posizione iniziale, consapevolezza tattica, missili, casco di puntamento, addestramento e gestione dell’energia rimangono determinanti.
Manovrabilità
Il Su-35S è noto per dimostrazioni come la Cobra, il “kulbit” e altre manovre post-stallo. Queste esibizioni mostrano l’autorità dei comandi e la capacità del velivolo di mantenere il controllo in condizioni aerodinamiche estreme.
In combattimento, la loro utilità dipende tuttavia dallo scenario. Una rapida variazione dell’assetto può aiutare a puntare un sensore o un’arma, ma una manovra che dissipa molta velocità può anche lasciare il caccia vulnerabile. La vera qualità del Su-35S non consiste quindi nell’eseguire figure da air show, ma nell’unire una cellula aerodinamicamente efficiente, motori potenti e un sistema di controllo capace di sfruttarne l’intero inviluppo di volo.
Radar Irbis-E e avionica
Il principale sensore del Su-35S è il radar N035 Irbis-E, dotato di antenna a scansione elettronica passiva, o PESA. Non si tratta quindi di un radar AESA: un dettaglio importante, spesso riportato in modo errato nelle descrizioni divulgative.
L’antenna viene orientata elettronicamente e può anche muoversi meccanicamente, ampliando il settore di osservazione. Il sistema è progettato per operare in modalità aria-aria, aria-superficie e mappatura del terreno. Le portate massime diffuse dal produttore dipendono da condizioni specifiche, dimensioni e geometria del bersaglio; non vanno quindi interpretate come distanze garantite contro qualsiasi velivolo.
L’Irbis-E può essere affiancato dal sistema elettro-ottico OLS-35, che comprende capacità di ricerca e inseguimento all’infrarosso e un telemetro laser. Un sensore IRST permette di cercare bersagli senza utilizzare continuamente il radar, riducendo la probabilità che l’aereo avversario rilevi immediatamente l’emissione.
L’architettura avionica comprende inoltre un cockpit digitale, sistemi di allarme radar, apparati di comunicazione e una suite di contromisure elettroniche appartenente alla famiglia Khibiny-M. Una pubblicazione tecnica russa descrive l’insieme formato da radar Irbis-E, OLS-35, sistema di allarme L-150-35 Pastel, complesso di guerra elettronica L-175M10-35S e apparati di comunicazione S-108.
PESA contro AESA
Un radar PESA utilizza generalmente un’unica sorgente ad alta potenza che alimenta l’antenna a elementi in fase. Un AESA distribuisce invece trasmissione e ricezione tra numerosi moduli indipendenti.
L’Irbis-E può sviluppare una potenza elevata ed è un sensore di rilievo, ma l’architettura AESA offre normalmente vantaggi in affidabilità, gestione simultanea delle funzioni, agilità delle frequenze e resistenza alle contromisure. Per questo l’assenza di un AESA viene spesso indicata come uno dei principali limiti del Su-35S rispetto ai caccia occidentali più recenti.
Ciò non rende automaticamente inefficace l’Irbis-E: significa che il confronto deve considerare non soltanto la portata nominale, ma anche qualità del trattamento dei segnali, rete di sensori, datalink, guerra elettronica e capacità di operare in ambienti disturbati.
Armamento
Il Su-35S dispone di un cannone interno GSh-30-1 da 30 mm e di dodici punti d’attacco. UAC dichiara un carico bellico massimo di 8.000 chilogrammi.
La gamma d’armamento compatibile o pubblicamente associata alla piattaforma comprende diverse famiglie di armi russe.
Missili aria-aria
- R-73/R-74, per il combattimento a corto raggio;
- R-77 e R-77-1, a guida radar attiva per il combattimento oltre il raggio visivo;
- varianti della famiglia R-27;
- R-37M, osservato in configurazioni operative a lungo raggio.
Armamento aria-superficie
- missili antiradar della famiglia Kh-31P;
- missili antinave Kh-31A e Kh-35;
- missili guidati delle famiglie Kh-29, Kh-38 e Kh-59;
- bombe guidate delle serie KAB;
- bombe convenzionali e razzi non guidati.
La disponibilità teorica di un’arma non significa necessariamente che ogni operatore, lotto o software di missione possa impiegarla senza limitazioni. Anche le configurazioni reali dipendono dall’obiettivo, dalle scorte, dalle regole d’ingaggio e dall’integrazione raggiunta in un determinato momento.
Impiego operativo
Il Su-35S ha svolto missioni operative in Siria, dove la Russia lo ha schierato a partire dal 2016 per pattugliamenti e protezione delle proprie forze aeree.
Dal 2022 il velivolo è stato impiegato estesamente nella guerra contro l’Ucraina. Analisi occidentali descrivono Su-35S e Su-30SM utilizzati in pattugliamenti a media e alta quota, protezione di altri velivoli e missioni aria-aria. L’ambiente operativo ha però mostrato anche i rischi rappresentati dalle difese antiaeree moderne, spingendo spesso gli aerei russi a impiegare armi da distanze maggiori e a limitare la penetrazione nelle aree più pericolose.
È opportuno trattare con cautela i bilanci delle vittorie e delle perdite. Molte affermazioni provengono dalle parti coinvolte e non sono sempre verificabili in modo indipendente. È invece documentato che il Su-35S abbia maturato esperienza reale in missioni di pattugliamento, scorta, difesa aerea e impiego di armi a distanza, subendo al tempo stesso perdite dovute al combattimento, alla difesa antiaerea o ad altri incidenti.
Esportazione in Cina
La Cina è il primo cliente estero del Su-35 la cui acquisizione sia stata completata e documentata pubblicamente. Il contratto per 24 velivoli venne firmato nel 2015; le consegne risultavano completate nel 2019.
Per la People’s Liberation Army Air Force, l’acquisto offriva un caccia a lungo raggio già disponibile e l’accesso a tecnologie russe di interesse, tra cui i motori AL-41F1S e la spinta vettoriale. Le valutazioni sulle ragioni strategiche dell’acquisto rimangono in parte interpretative, ma il contratto ha rappresentato il principale successo estero del programma.
Su altri possibili clienti sono circolate numerose notizie, alcune contraddittorie. Per mantenere una scheda affidabile è preferibile aggiornare la sezione soltanto quando consegne e contratti risultano confermati da fonti ufficiali o da più pubblicazioni indipendenti.
Punti di forza
Autonomia e persistenza
La grande quantità di carburante interno consente al Su-35S di operare su distanze considerevoli senza sacrificare immediatamente i piloni alle taniche esterne.
Prestazioni aerodinamiche
La combinazione tra cellula Flanker, potenza dei motori e comandi digitali offre elevate prestazioni in quota, buona accelerazione e controllo ad alti angoli d’attacco.
Carico e flessibilità
Dodici punti d’attacco e un carico massimo dichiarato di otto tonnellate permettono configurazioni aria-aria, aria-superficie, antinave e antiradar.
Sensori complementari
Radar e sistema IRST consentono modalità di ricerca differenti. L’uso combinato dei sensori può offrire maggiore flessibilità, soprattutto in un ambiente nel quale l’impiego del radar deve essere gestito con attenzione.
Armamento a lungo raggio
L’integrazione di missili radar a medio e lungo raggio permette al Su-35S di minacciare aerei tattici e piattaforme di supporto da distanze significative, se inserito in una rete efficace di scoperta e comando.
Limiti
Firma radar
Il Su-35S conserva una cellula grande, prese d’aria esposte e armamento trasportato esternamente. Sono state adottate misure per ridurne la visibilità frontale, ma non è un velivolo stealth.
Radar PESA
L’Irbis-E rimane potente, ma appartiene a un’architettura meno moderna rispetto agli AESA installati sui principali caccia occidentali e asiatici di ultima generazione.
Carichi esterni e resistenza aerodinamica
Missili, bombe e serbatoi montati sui piloni aumentano firma radar e resistenza. Le prestazioni dichiarate in configurazione pulita non coincidono necessariamente con quelle ottenibili durante una missione reale pesantemente armata.
Dipendenza dal sistema complessivo
Come ogni caccia moderno, il Su-35S non combatte nel vuoto. L’efficacia dipende da addestramento, supporto radar terrestre o aerotrasportato, qualità dei datalink, guerra elettronica, manutenzione, disponibilità di armi e pianificazione.
Assenza di bassa osservabilità strutturale
Contro un avversario dotato di radar AESA, sensori distribuiti e caccia stealth, il Su-35S può trovarsi esposto prima di riuscire a individuare e ingaggiare la minaccia. Non significa che sia privo di capacità, ma che parte da una filosofia operativa diversa.
Curiosità sul Su-35S
- Il primo volo della configurazione moderna avvenne il 19 febbraio 2008 e durò circa 55 minuti.
- A differenza di alcune precedenti evoluzioni del Flanker, il Su-35S non utilizza canard.
- La capacità interna massima dichiarata supera le undici tonnellate di carburante.
- Gli ugelli orientabili dei due motori possono lavorare insieme al sistema di controllo digitale per produrre movimenti post-stallo.
- La denominazione NATO è generalmente indicata come Flanker-E, anche se nelle pubblicazioni specialistiche compaiono suffissi differenti per distinguere le varianti.
- Il contratto cinese ha riguardato 24 velivoli e ha reso la Cina il primo cliente estero del modello.
Il verdetto
Il Sukhoi Su-35S è il risultato di una strategia pragmatica: partire da una cellula nata durante la Guerra Fredda e aggiornarla fino a ottenere un caccia multiruolo capace di restare rilevante nel XXI secolo.
Le sue qualità più evidenti sono autonomia, carico bellico, prestazioni aerodinamiche, potenza e capacità di manovra. Il radar Irbis-E e il sistema OLS-35 rappresentano un salto importante rispetto ai primi Su-27, mentre i motori con spinta vettoriale permettono di sfruttare pienamente la particolare aerodinamica del Flanker.
I limiti emergono nel confronto con i velivoli progettati attorno alla bassa osservabilità e a radar AESA di nuova generazione. Il Su-35S non può compensare completamente una firma radar elevata con la sola potenza dei sensori o con la supermanovrabilità.
Definirlo “il migliore” o, all’opposto, considerarlo superato sarebbe ugualmente riduttivo. È uno dei più capaci caccia di quarta generazione avanzata, ma il suo valore reale dipende dallo scenario, dal supporto esterno e dalla qualità dell’intero sistema operativo nel quale viene inserito.
Approfondimenti
Il Sukhoi Su-35S rappresenta l’evoluzione più avanzata della famiglia Flanker e condivide numerose caratteristiche con altri velivoli già presenti su Aerei da Guerra. Se vuoi approfondire l’argomento, ti consigliamo anche la lettura di:
- Sukhoi Su-27 Flanker – il caccia da cui deriva direttamente il Su-35S.
- Mikoyan MiG-31 Foxhound – l’intercettore pesante che affianca il Su-35 nella difesa dello spazio aereo russo.
- Sukhoi Su-57 Felon – il caccia stealth di quinta generazione destinato a operare insieme al Su-35S nelle forze aerospaziali russe.
- Confronto Rafale vs Sukhoi Su-27 Flanker – un’analisi tecnica che mette a confronto la filosofia progettuale occidentale e quella della famiglia Flanker.
FAQ
UAC indica una velocità massima in quota di circa 2.400 km/h, superiore a Mach 2. Il valore effettivo varia con quota, temperatura, carico e configurazione.
No. Presenta alcuni accorgimenti per ridurre la firma radar frontale, ma non dispone della configurazione strutturale, dei vani interni e del livello di bassa osservabilità tipici dei caccia di quinta generazione.
No. È un radar PESA, cioè a scansione elettronica passiva.
Dipende dalla configurazione. Il velivolo dispone di dodici punti d’attacco e può combinare missili aria-aria, armi aria-superficie, bombe e apparati esterni, entro un carico massimo dichiarato di 8.000 kg.
Il Su-35S deriva dalla famiglia Su-27, ma adotta una cellula rivista, più carburante, motori più potenti con spinta vettoriale, comandi digitali, cockpit moderno, radar Irbis-E, sistema OLS-35 e una capacità multiruolo molto più sviluppata.
Può rappresentare una minaccia concreta grazie ad autonomia, missili, sensori e guerra elettronica, ma non possiede la stessa bassa osservabilità di velivoli come F-22, F-35, J-20 o Su-57. Il risultato dipenderebbe dal contesto operativo e dal supporto disponibile, non da un singolo dato tecnico.
Fonti consultate
Per i dati dimensionali, i pesi, i motori e le prestazioni è stata utilizzata principalmente la documentazione di United Aircraft Corporation, integrata con materiali di Rostec. Per avionica, contratto cinese e impiego operativo sono state confrontate pubblicazioni tecniche, Jane’s, Reuters e analisi dedicate alla guerra aerea contemporanea. I dati promozionali del costruttore sono stati trattati come valori dichiarati, non come prestazioni garantite in ogni scenario.




